Storia e ricetta delle pizzelle, cancellate, catarrette e neole, meglio conosciute come ferratelle abruzzesi

APPUNTI DI GUSTO

Carmelita CianciWritten by:

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FerratelleAl Belgio le gaufre, agli Usa i waffle, all’Abruzzo le ferratelle.
Anche se si tratta di dolci sostanzialmente diversi per via della ricetta, all’aspetto presentano una somiglianza notevole, e questo principio di certo non cambia entro i confini regionali. 

Se è vero “che le parole sono importanti” cit., in Abruzzo è giusto chiamare le ferratelle anche pizzelle, cancellate, catarrette e neole, in quanto l’appellativo varia da zona a zona, così come la ricetta del resto.
Le varianti riguardano soprattutto la consistenza dell’impasto, che nella “neola” di Ortona include anche il mosto cotto, e gli ingredienti utilizzati per aromatizzare (limone, anice o cannella).

Il ferro per le ferratelle

Ma cosa sono le ferratelle?
Sono cialde cotte all’interno di un “ferro”, appena incavato e a doppia piastra, che “imprime” una caratteristica forma, solitamente rettangolare, tondeggiante o a ventaglio, contrassegnata dalla forgiatura in rilievo con la tipica trama a rombi o cancello.

Ferro per le ferratelle

Circa le origini, non ci sono fonti certe e attendibili, tuttavia la tradizione di forgiare i ferri con l’incisione dello stemma del casato o le iniziali del proprietario insieme alla data di fabbricazione, ci fa pensare che già alla fine del ‘700, “lu ferre”, portato solitamente in dote dalla sposa, era diffuso in buona parte delle famiglie abruzzesi.  

Quanto alla ricetta, prevede nella sua versione più diffusa le uova, l’olio extravergine d’oliva, lo zucchero, la buccia di limone grattugiata, la farina e a discrezione un pizzico di lievito in polvere.

Per la versione “soft”, queste le dosi (per circa 15-16 ferratelle):

– 3 uova
– 3 cucchiai di zucchero
– 3 cucchiai di olio evo
– 1 limone grattugiato
– ½ cucchiaino lievito in polvere
– 3 cucchiai abbondanti di farina ‘00 

Se preferite la variante più croccante, basta aggiungere agli ingredienti sopraindicati un altro cucchiaio di olio evo, e ovviamente più farina, almeno quanta ne tira l’impasto che sarà più denso e consistente.

Ricetta ferratelle Ricetta ferratelle Prepariamo l’impasto lavorando, con l’aiuto di una frusta, le uova con lo zucchero. Quindi aggiungiamo l’olio evo, la buccia di limone grattugiata, e infine, un po’ alla volta la farina e il lievito.

Ricetta ferratelleRicetta ferratelleAmalgamiamo per bene il tutto e lasciamo riposare qualche minuto. 

Ricetta ferratelle

Ricetta ferratelleA questo punto andiamo a disporre al centro del ferro, già oliato e sufficientemente riscaldato, un cucchiaio dell’impasto, chiudiamo e lasciamo cuocere per qualche secondo, prima su un lato e poi sull’altro.
Ricetta ferratelleRicetta ferratelleRicetta ferratelle
Una curiosità, tradizione vuole che le tempistiche di cottura siano le stesse necessarie per recitare un “Ave Maria” da un lato e un “Pater Nostro” dall’altro.

Ricetta ferratelle

Appena l’impasto risulterà dorato, con l’aiuto di una forchetta, andremo a rimuovere la ferratella dal ferro.
Ricetta ferratelle In questo caso, avremo un dolce dalla consistenza soffice e morbida, mentre nella versione “dura”, la nostra ferratella sarà più sottile e decisamente croccante.
Ricetta ferratelleFerratella con confettura d'uva

Un ulteriore passaggio è quello della farcitura, che con due cialde sovrapposte, prende il nome di “coperchiola”, perché la seconda cialda funge da coperchio.
Ferratella con crema alla nocciola
La farcitura classica contempla la ragnata (confettura d’uva), ma anche la crema pasticcera, il miele, e la crema alle nocciole.
Ferratelle

Voi quale preferite?

 

[Crediti | Immagini: Carmelita Cianci] 

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9 Responses to " Storia e ricetta delle pizzelle, cancellate, catarrette e neole, meglio conosciute come ferratelle abruzzesi "

  1. Giuseppe Boffi scrive:

    Fantastico sito. Complimenti

  2. Annalisa scrive:

    Ciao!!!! Anche io le faccio cosi’! Come le faceva nonna e la zia!!! on lo stesso ferro! Io adoro quelle con la marmellata d’uva! Complimenti!!!!!

  3. Nicoletta Belli scrive:

    Ma dove si trova il ferro….??????
    Non l ho mai visto in vendita da nessuna parte

  4. Silvana Volpato scrive:

    A casa mia si facevano croccanti (pizzelle) e talvolta si farcivano con impasto di marmellata di uva, mandorle tritate e cacao o cioccolata

  5. Milena scrive:

    A Pettorano Sul Gizio, uno dei borghi più belli d’italia in provincia de L’Aquila, si chiamano Pizzelle. La forgiatura del ferro é a cancello, ma il segno distinguibile é la particolare forma a otto con al centro le iniziali della famiglia da un lato e l’anno di forgiatura dall’altro. I due cerchi uniti a simboleggiare l’unione di due vite nel vincolo del matrimonio. É il dolce di buon augurio per eccellenza! MILLA

    • Milena scrive:

      Dimenticavo, noi utilizziamo lo strutto di maiale e le aromatizziamo con buccia di limone, cannella e millefiori. Non sono vocate per la farcitura, ma comunque intense e appaganti. Milla

  6. Marco scrive:

    A Ortona si chiamano pizzelle. A Pescara neole. Le nevole di Ortona sono cialde al mosto cotto che non hanno niente a che vedere con le pizzelle. Oltre ad avere ingredienti diversi, sono fatte con un ferro diverso da quello usato per le pizzelle.

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