Le Gole e il Monastero di San Martino in Valle tra fascino e mistero

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Il Monastero di San Martino in Valle

Passeggiando tra quelle rocce, dove le pietre sembrano raccontare la storia di popoli vissuti migliaia e migliaia di anni fa, e dove il silenzio è interrotto soltanto dalla voce di Barbara – la nostra guida – ti accorgi di quanto la natura, l’ambiente che ci circonda, le tracce del nostro presente e del nostro passato riescono a vivere di una vita propria.

A Fara San Martino è una splendida giornata di sole e la luce che si rispecchia sulle rocce rende tutto più vivo, reale. Le dettagliatissime e affascinanti delucidazioni di Barbara Dalla Costa, la guida del Centro Visite, insieme a questa splendida cornice naturale rappresentata dal Vallone di Santo Spirito, ti riportano indietro nel tempo.

Ti riportano, per esempio, all’832, anno a cui si fa risalire l’abbazia di San Martino in Valle, gioiello benedettino incastonato nella roccia e recentemente riportato alla luce. Il Monastero era sepolto sotto 12 metri di detrito alluvionale e soltanto qualche anno fa, con grandissima fatica e non poche difficoltà, è stato riportato alla luce. E quello che emerso è uno spettacolo da non perdere, dove storia, arte e architettura si incastrano alla perfezione in un vero museo a cielo aperto, e dove il Vallone di Santo Spirito che si inerpica per raggiungere la cima più alta della Maiella – Monte Amaro a 2793 metri – e le Gole di San Martino, costituiscono la cornice perfetta.

Barbara Dalla Costa, la guida del Centro Visite

Appunto, le Gole. Fa davvero impressione attraversarle, passare in quel ‘varco’ tra due montagne rocciose largo poco meno di due metri.

E sapete come si è creato quel varco? E’ stata un’impresa di San Martino che ha aperto la roccia con la forza dei gomiti per favorire l’accesso alla montagna dei faresi e per costruirvi poi la Chiesa di San Martino in Valle.

Non ci credete? D’accordo, è solo una leggenda, ma – per chi vuole crederci – c’è anche una ‘prova’: i solchi dei gomiti ancora visibili sulle rocce, due profondi incavi nella montagna livellata.

Le gole di San Martino: il passaggio di 2 metri e la ‘prova’ delle gomitate sulla roccia

La storia dell’antico monastero di San Martino in Valle, invece, è quasi tutta ancora da scrivere. I (pochi) documenti ritrovati sono da completare, le intuizioni e prime verifiche degli storici da confermare. Molte risposte sono da ricercare presso il prestigioso Archivio Vaticano dove sono custoditi numerosi manoscritti sulla “Abbazia di San Martino della Fara”. I documenti, però, sembrano off limits.

Un’altra immagine del Monastero

Quello che si sa è che le prime notizie storiche conosciute sul Monastero si intrecciano con quelle di un altro e più importante centro benedettino, l’Abbazia di Montecassino.

Nel XII secolo le varie proprietà monasteriali passano, di norma, sotto le locali autorità vescovili; conseguentemente San Martino in Valle diviene dominio del vescovo di Chieti.

Il 1100 coincide con un inesorabile declino degli ordini monastici. Il monastero di San Martino in Valle che aveva rappresentato un suggestivo luogo religioso ed un importante centro di economia monastica, si svuota pian piano di vita e di operosità. Il luogo, abbandonato dalla civiltà, torna in balia delle forze della natura. Gli edifici vengono invasi da una enorme quantità di ghiaie alluvionali. Si ricorda, in particolare, l’alluvione del 1819 che colpisce la vallata ricoprendo l’intero sito del Monastero e della Chiesa di San Martino in Valle.

Successivamente, nel 1891, scavi archeologici promossi dall’iniziativa popolare degli abitanti di Fara e presieduti da una commissione conservatrice dei Monumenti Nazionali della Provincia, riportano alla luce i resti della Chiesa, un muro dell’attiguo monastero rimasto sepolto ed un cimitero.

Successive alluvioni hanno nuovamente invaso il sito archeologico fino al più recente intervento per riportarlo alla luce, iniziato nel 2005 e conclusosi nel 2009.

A tutt’oggi – in verità – sul monastero di San Martino in Valle, sulla sua gestione e sulla sua ‘destinazione’ regna ancora l’incertezza. Ma vale comunque la pena fare un giro per ammirare questo bellissimo scorcio delle Terre dei Trabocchi, dove arte, aerchitettura, storia e natura contribuiscono a regalare un’atmosfera ricca di fascino e mistero.

[Crediti http://www.comune.farasanmartino.ch.it/ – foto Carmelita Cianci]

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