Fara San Martino, non solo pasta… Ecco il paese dell’arte e della cultura

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Il borgo di Fara San Martino, ‘nascosto’ in una valle ai piedi della Majella, puòriservare sorprese inaspettate. Perché non è soltanto il paese della pasta, con i due storici pastifici De Cecco e Delverde,  che insieme all’azienda dei fratelli Cocco, di produzione artigianale, rappresentano un’importantissima e fervida realtà economica e produttiva. Non è soltanto il paese dell’aria buona e l’acqua limpida, con il fiume Verde che sgorga direttamente dalla Maijella tra le cui pendici Fara è letteralmente ‘incastrata’. Non è solo il paese della storia e delle tradizioni, con l’”invasione” Longobarda (a cui si deve il nome di Fara) che vi radicò le proprie abitudini e i propri valori. Fara San Martino, e non tutti se lo aspettano, è anche un paese dalle prestigiose testimonianze culturali e artistiche.

Tra queste merita sicuramente un cenno l’opera realizzata da Maurits Cornelis Escher, pittore olandese della prima metà del Novecento.

Il passaggio di Escher a Fara San Martino è datato 1928. A Fara Escher realizza la sua unica xilografia tutta abruzzese, un’incisione su legno, delle dimensioni di 44,6×58,2 centimetri. L’artista trova ispirazione dal paesaggio di Fara San Martino in cui descrive, attraverso un gioco di punti e linee, la varietà di coltivazioni nei campi.

La xilografia realizzata da Escher che ‘ritrae’ Fara San Martino

Nell’opera Escher raffigura il paesaggio in cui le case che si arrampicano in collina sembrano delle scalette vuote, aperte verso l’ambiente circostante. Non compaiono figure umane e neppure è reale l’illuminazione di tutta l’opera.

L’opera mostra l’ambiente urbano che stava intorno alla via Delle Fontane, attualmente via Napoli, con le sua abitazioni arroccate l’una sull’altra sulla collina che va verso il quartiere di san Pietro. É visibile il corso del ruscello che scorreva in superficie e i suoi attraversamenti fatti con dei ponticelli. Sulla destra si vede chiaramente il quartiere di Terra Vecchia arroccato sulla ripida altura. La montagna invece è rappresentata da un disegno molto particolare che riproduce la sua caratteristica rocciosa.

L’ingresso di “Terra Vecchia” oggi

Particolarità che non possono sfuggire, sono le caratteristiche gradinate di accesso alle abitazioni, gradinate ormai quasi scomparse nel paese.

Attualmente, purtroppo, non conosciamo ancora dove l’opera si trovi, ma si dispone soltanto di una copia di formato minore dell’originale.

Ma non è solo Escher ad aver impreziosito Fara da un punto di vista artistico e culturale. Altre testimonianze si trovano nella chiesa di San Remigio, che ospita al suo interno la più importante collezione di beni artistici ed archeologici presenti a Fara. Nella sagrestia sono osservabili diversi reperti archeologici provenienti dagli scavi presso la Chiesa di San Martino in Valle. Lungo la navata laterale sinistra è posta la pala dell’altare dedicata al santo patrono di Fara, Sant’Antonio di Padova, in cui è riportata una antichissima immagine dello stemma di Fara con mitra e pastorale.

L’interno della chiesa di San Remigio

La navata laterale destra ospita la pala della “Circoncisione” del pittore Antonio D’Errico (ca. 1580 – 1635) noto a tutti col nome di Tanzio da Varallo. Una lettura iconografica, di chiara ispirazione  caraveggesca, della rappresentazione sacra permette l’identificazione di altri due eventi (oltre a quello della Circoncisione di Gesù) del Nuovo Testamento: la purificazione della Vergine e la presentazione di Gesù al tempio.

Basta spostarsi di qualche chilometro e ci si imbatte in un’altra preziosissima testimonianza del passato: l’Abbazia di San Martino in Valle, solo da qualche anno riportata alla luce.

E ancora, se si percorre qualche altro chilometro, si attraversano altri paesi dell’Aventino che non sono soltanto belli da un punto di vista naturalistico, ma anche preziosi scrigni della storia, della cultura e dell’arte abruzzese. Ma di questi parleremo nelle prossime settimane.

[Crediti: Comune Fara San Martino, foto Carmelita Cianci]

 

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