Trappeto di Caprafico, quando l’olio è una questione di famiglia

APPUNTI DI GUSTO

Carmelita CianciWritten by:

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Era il 1924, quando Paolo Masciantonio acquistò quella che oggi è conosciuta come Trappeto di Caprafico, un’azienda olivicola, immersa in uno scenario agreste di eccezionale bellezza. Non siamo lontani da Casoli, Città dell’Olio. Da queste parti il paesaggio parla chiaro, qui domina l’ulivo, che ricopre e caratterizza il territorio. Certo, poi c’è spazio anche per la vite, ma il suo ruolo è marginale.

Trappeto di Caprafico

Oggi Tommaso Masciantonio rappresenta la nuova generazione di Trappeto. Lo incontro in un assolato pomeriggio di settembre nella sua azienda, dalla quale si può godere di un esclusivo scorcio della Majella.
Mi racconta che il legame tra “l’oro verde” e la sua famiglia viene da molto lontano e comincia nel 1874, quando i suoi antenati avevano già una certa confidenza con l’ulivo. Inizialmente macinavano le olive altrove, poi dal 1948, il passaggio a un frantoio interno “tutto loro”.

Uno scorcio di Caprafico

Uliveti e vigne a Caprafico

Le piante di proprietà ammontano a 4000, le più vecchie hanno 140 anni, mentre le più giovani 60 e le principali cultivar (varietà) sono Gentile e Intosso (autoctona del territorio di Casoli).

Sala degustazioni, Trappeto di Caprafico

Tommaso mi spiega che «l’olio extravergine d’oliva è ottenuto attraverso la spremitura a freddo, ed è il frutto di un blend tra Gentile (90%) e Intosso (10%)».
Inoltre, nella linea non è contemplata la monocultivar «perché attraverso il blend è possibile avere un prodotto più armonico».

Tommaso Masciantonio, Trappeto di Caprafico

La produzione annuale, si aggira intorno ai 300 quintali. Il classico extravergine d’oliva è prodotto anche in versione DOP biologico, e ha ottenuto riscontri positivi su guide del calibro di Slow Food e Gambero Rosso.

Il frantoio, Trappeto di Caprafico

Tra i prodotti c’è spazio anche per i modaioli “aromatizzati”, molto apprezzati soprattutto all’estero, principale mercato di riferimento. A livello locale la vendita complessiva è irrisoria, ed è principalmente diretta.

Il vecchio frantoio a pietra

L’azienda, attraverso il frantoio, lavora anche in conto terzi e, curiosità, tra questi vi sono persino degli inglesi che, oltre a produrre olio ad uso personale, imbottigliano ed esportano per la vendita in Inghilterra. Forse è il caso di andare a trovarli, magari per la raccolta delle olive.

Oleificio Masciantonio Trappeto di Caprafico
Località Caprafico, Casoli (CH)
Tel. 0871 897457

[Crediti | Immagini: Carmelita Cianci]

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3 Responses to " Trappeto di Caprafico, quando l’olio è una questione di famiglia "

  1. Ivano Snidero scrive:

    Io sono uno dei privati che si servono al trappeto di Tommaso, volevo confermare la serietà, la pulizia e la competenza che ho trovato in questa azienda a conduzione famigliare, La mia piccola produzione e stata valorizzata da un ottimo lavoro di spremitura.

  2. angelo pierluigi scrive:

    serietà, qualità e gentilezza…

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