Stewart Holland: fenomenologia degli inglesi in Abruzzo

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Carmelita CianciWritten by:

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Stewart Holland

«Quest’angolo d’Abruzzo è il paradiso». Esordisce così Stewart Holland, inglese con un passato da consulente informatico, che nel 2006, insieme a sua moglie Ruth, molla tutto, vende la sua casa in Inghilterra e si trasferisce a Civitella Messer Raimondo, caratteristico borgo arroccato su un colle alla destra del fiume Verde, con un suggestivo scorcio sulla Majella.
Nel 2007 poi, la decisione di acquistare e recuperare due case di pietra in campagna, costruite sulle sponde del fiume Aventino, ai margini del parco nazionale.

La Casa del Fiume

E’ così che nasce la Casa del Fiume, una piccola struttura ricettiva (tre le camere a disposizione e cinque i posti letto) con ospiti provenienti da tutte le parti del mondo. Un posto dove è possibile soggiornare e “nutrirsi” di tutto quello che il territorio può offrire, perché Stewart e sua moglie, nei 5 ettari di terreno circostante, coltivano anche frutta e  ortaggi, raccolgono le olive e producono persino olio extra – vergine d’oliva biologico.

Il fiume Aventino, in prossimità della Casa del Fiume

Stewart, non era mai stato in Abruzzo prima del 2006, e quando l’ha scoperto, è rimasto folgorato dalla sua bellezza.

Civitella Messer Raimondo

Mi racconta che nelle diverse frazioni di Civitella, ma anche nei paesi vicini come Casoli, sono molti gli inglesi che hanno deciso di recuperare vecchi ruderi in campagna e trasferirsi. «Hanno scelto l’Abruzzo perché c’è tranquillità, la natura ha un fascino autentico, primitivo e incontaminato, che è ormai perso e consumato in quelle che sono le comuni mete turistiche. Inoltre da qui, in soli 30 minuti è possibile raggiungere il mare, e allo stesso tempo la montagna per andare a sciare».
Si è fatto tardi, Stewart mi saluta, «vado a godermi il mare in un posto fantastico, Punta Aderci».

Stewart Holland con suo figlio Fabian

Lo lascio, e penso che quello degli inglesi è davvero un fenomeno sempre più diffuso nella nostra regione, forse  perché, come affermava ironicamente qualche anno fa Andrew Lloyd Webber, «La Toscana è troppo affollata, meglio un terreno in Abruzzo».

[Crediti espresso.repubblica.it| Immagini: casadelfiume.com, Carmelita Cianci, inAbruzzo.it]

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10 Responses to " Stewart Holland: fenomenologia degli inglesi in Abruzzo "

  1. Bernard Warden scrive:

    Just to let everyone know there is a gathering at the Sangro War Graves Cemetery on Sunday 11th November 2012. The event is preceded by meeting at the Canadian Moro War Graves Cemetery at the River Moro Cemetery at 11am.
    Following the Remembrance Service at Moro the British Ex Pats group will go to the Sangro Cemetery and hold an informal service in memory of those who are buried there.
    It is hoped that many will attend the remembrance events, British and any other nationality.
    It would useful if those interested in attending would indicate by replying.
    Bernard Warden

  2. anastasia scrive:

    SCOPRIRE L’ABRUZZOè BELLISSIMO NON SI FINISCE MAI DI CONSCERE SCOPRIRE QUESTA TERRA RICCA DI TRADIZIONI ,DELLA SUA CUCINA,DELL’ARTIGIANATO,DEI PAESAGGI PITTORESCHI ,TRA MARI E MONTI DI UN ABRUZZO FORTE E GENTILE NOI SIAMO FIERI DI VIVERE IN UN POSTO COSì.ANASTASIA

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