Sant’Egidio, la campanella come promessa d’amore

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Giocattoli per i bambini, campanelle e cestini per le fidanzate. E i fidanzati, per una volta, accompagnano allegri le loro compagne in questo giro insolito di shopping.

E’ questa la magia della Fiera di Sant’Egidio, che dal pomeriggio del 31 agosto affolla il centro di Lanciano di bancarelle colorate e festose.

La Fiera di Sant’Egidio è tra gli eventi delle Terre dei Trabocchi più legati alla tradizione e al passato. Ancora oggi, infatti, resiste il simbolo della campanella, anche se nel tempo sono cambiate forme e colori. La campanella, infatti, viene ‘addobbata’ nei modi più originali e bizzarri, ma resta il regalo che ogni fidanzato dona alla sua bella.

Rispetto al passato, in effetti, qualcosa è cambiato. Nell’antichità gli artigiani esperti facevano campanelle e cestini. La tradizione voleva che i fidanzati compravano alle proprie innamorate un cestino dentro il quale sistemavano la frutta; le fidanzate, a loro volta, acquistavano una campanella per ricambiare il gesto. Al calare della sera, lontani dagli occhi indiscreti dei genitori, gli innamorati si scambiavano questi doni come promessa d’amore. Quelli sposati con figli, invece, regalavano ai bambini un giocattolo di legno.

Oggi la tradizione si è evoluta e in genere si compra e si regala la campanella di terracotta o di ceramica. E di solito è lei a ricevere il gradito dono da lui, anche se la fidanzata spesso decide di ricambiare.

Ma perché proprio la campanella? Questo simbolo si deve a Sant’Egidio, Abate Benedettino, vissuto fra il VII e l’ VIII secolo, santo protettore degli ammalati, tra i quali i lebbrosi. Questi portavano un bastone con un sonaglio affinché la gente fosse avvisata del loro arrivo. Da qui la campanella, che però ha assunto nel tempo tutto un altro significato.

Alla Fiera si possono poi trovare tanti altri oggetti: giocattoli di ogni tipo, pezzi di artigianato, manufatti vari.

Tutto contribuisce a creare un’atmosfera magica, dove lo sfavillio delle luci, il suono delle campanelle, le urla festose dei bambini in festa, gli abbracci tra fidanzati e la curiosità dei turisti si mescolano in un’unica, grande, gioia collettiva.

  

Foto Carmelita Cianci

 

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5 Responses to " Sant’Egidio, la campanella come promessa d’amore "

  1. silvana scrive:

    Come è avvenuto questo cambiamento di significato del simbolo della campanella?

  2. Bisognerebbe chiedere a uno storico, ma credo sia un’evoluzione naturale. La tradizione che si tramanda ed ‘evolve’ è proprio una caratteristica delle Feste patronali, che mantengono un legame con il passato ma allo stesso tempo si rinnovano. La campanella, associata al Santo (Sant’Egidio), è quindi diventata il simbolo della Festa ed è protagonista anche del suo rinnovamento. Grazie per il tuo commento!

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