L’estate in Abruzzo, scopri il Sangro Aventino

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Carmelita CianciWritten by:

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Estate in Abruzzo

Se siete in cerca d’ispirazione per le vacanze, ecco cosa fa al caso vostro, una piccola guida per scoprire l’Abruzzo e in particolare il Sangro Aventino: un territorio incastrato tra mare e montagna, che dalla Maiella si apre e si estende sull’Adriatico attraverso “una passerella di assi flessibili” chiamata trabocco.

Trekking

Outdoor dai trabocchi alla Maiella
In bici o a piedi godetevi la costa dei trabocchi percorrendo il vecchio tracciato ferroviario ormai dismesso: da San Vito Chietino a Fossacesia ci sono circa 7 km da esplorare in uno spaccato paesaggistico unico. Nelle immediate vicinanze, l’Abbazia di San Giovanni in Venere la Lecceta di Torino di Sangro, con un interessante percorso all’interno della Riserva, e il Cimitero Inglese dedicato ai caduti della seconda guerra mondiale.
Salendo di quota, seguendo i “percorsi dello spirito”, quelli legati a Celestino V, un tracciato perfetto per il trekking è quello che si dirama nel cuore del Parco Nazionale della Majella, nel territorio di Palena, e che giunge all’Eremo della Madonna dell’Altare, uno dei luoghi di culto legati al Papa del gran rifiuto. Un altro itinerario è quello del Vallone di Santo Spirito a Fara San Martino che dalle Gole sale verso il Monte Amaro, la vetta più alta della Maiella.
Poco distante da Fara San Martino, in Contrada Forconi, siamo a Civitella Messer Raimondo, potrete sfidare le rapide del fiume Aventino con un’escursione in gommone o in kayak.

Castello di Roccascalegna

Il Castello di Roccascalegna
Proteso su una roccia in posizione dominante sul borgo, il Castello di Roccascalegna è da sempre teatro di grande suggestione, tanto da essere stato scelto da Matteo Garrone per girare alcune scene de “Il racconto dei racconti” (Tale of tales), film in concorso al Festival di Cannes nel 2015.
Il Castello, che risale all’XI–XII secolo, è il risultato della riconversione di un’antica torre longobarda ed è storicamente legato a una leggenda, quella dello Jus Primae Noctis: tradizione medievale ripristinata nel 1646 dal Barone Corvo De Corvis, secondo la quale ogni novella sposa del Feudo era costretta a passare la prima notte da “maritata” col “signorotto” locale.
Trabocchi

Il mare della costa dei trabocchi
Seguendo il vecchio tracciato ferroviario, nel tratto di costa tra Torino di Sangro e Ortona, si attraversano paesaggi incontaminati lambiti da un’acqua limpida e cristallina, un susseguirsi di spiagge ciottolose, sabbiose, calette nascoste, baie, scogliere e promontori a picco sul mare, in una sequenza panoramica punteggiata dalle imponenti sagome dei trabocchi.
Per scegliere la spiaggia che vi è più congeniale, date un’occhiata alla nostra guida alle spiagge della costa dei trabocchi.

Grotta del cavallone
La Grotta del Cavallone
Nello splendido scenario della Maiella orientale, siamo nelle vicinanze del caratteristico borgo di Taranta Peligna (rinomato per le coperte) e poco distanti dal Parco “Le Acquevive”, è imperdibile  una visita alla grotta naturale più alta d’Europa aperta al pubblico, ovvero la Grotta del Cavallone, conosciuta anche con l’appellativo “della figlia di Iorio” in quanto nel 1904 Francesco Paolo Michetti, per il secondo atto della tragedia pastorale “La figlia di Iorio” di Gabriele d’Annunzio, realizzò la scenografia ispirandosi all’antro d’ingresso della Grotta.

bocconotti

Tour enogastronomico 
Si comincia con l’olio extravergine d’oliva, protagonista indiscusso sia sul litorale costiero che nell’entroterra: nel casolano merita un assaggio il monovarietale di Intosso.
Sulla costa, non ci sono soltanto gli ulivi e i trabocchi, ma anche gli agrumi, che oltre a caratterizzare il paesaggio, danno vita a marmellate superlative, come quella di centrangolo (arancia selvatica).
Per dissetarsi a dovere, il vino da queste parti dà il meglio di sé con i bianchi autoctoni (come la Cococciola) e con le bollicine (diverse realtà spumantizzano sul posto).
Sul fronte salumi, andate a colpo sicuro con il salsicciotto frentano (Presidio Slow Food), mentre per i formaggi c’è la caciotta, ingrediente irrinunciabile per la preparazione del gustoso fiadone e delle polpette cacio e uova. Per il pane, riscoprite i sapori autentici di una volta, con la pizza scima, pane semplice realizzato senza lievito e cotto sotto il coppo (un grosso coperchio concavo di ferro che sfrutta il calore del camino). Poi spazio alla pasta, e non avrete che l’imbarazzo della scelta, in quanto Fara San Martino è considerata una delle capitali mondiali per la presenza di importanti pastifici che esportano in tutto il mondo, come il Pastificio Cav. Giuseppe Cocco, De Cecco e Delverde.
Molto apprezzata su tutto il territorio, anche la versione fresca, che vi stupirà con il tradizionale formato alla chitarra, il rustico rintrocilo, e le più generose sagne a pezze.
I piatti della tradizione sulla costa strizzano l’occhio al brodetto di pesce, invece inoltrandosi nell’entroterra è il baccalà che spadroneggia. Gli amanti della carne potranno gustare coniglio e agnello cotti sotto il coppo, mentre autentico must della cucina contadina è “pizz’ e foje” ovvero pizza di mais accompagnata da verdure selvatiche sbollentate e ripassate in padella, peperone dolce d’Altino e sarde fritte. Chiusura in dolcezza con i celli pieni (tarallucci di sfoglia croccante farciti con mandorle e confettura d’uva), il bocconotto di Castel Frentano (una soffice pasta frolla dal morbido ripieno di mandorle, cioccolato e cannella) e la sfogliatella di Lama dei Peligni (sfoglia farcita di confettura d’uva e di amarena, mosto cotto e noci).

orso bruno

La natura della Maiella e le Riserve Naturali
La Maiella è la Montagna Madre, custode di una natura mistica e incontaminata, pervasa da una sacralità monumentale che storicamente ha ispirato la vita eremitica. Paesaggisticamente impervia e selvaggia, è caratterizzata da un’ampia e variegata flora e la fauna vede la presenza del camoscio, del capriolo, del cervo, l’aquila reale, l’orso marsicano e il lupo. Tra i diversi centri visita presenti nel Parco Nazionale della Majella, segnaliamo il Museo Naturalistico di Fara San Martino, il Centro di visita Maurizio Locati a Lama dei Peligni e l’Area Faunistica del Camoscio, il Museo dell’Orso Marsicano di Palena e l’Area Faunistica dell’Orso.
Tra le Riserve Naturali, da non perdere le Cascate del Rio Verde a Borrello (le cascate naturali più alte d’Italia, formate da un triplice salto di 200 metri), l’Abetina di Rosello (contraddistinta dalla presenza dell’abete bianco) e la Riserva Naturale di Serranella.
Pesce Palombo

Una cena indimenticabile
Concedetevi una cena romantica sul trabocco, quella “strana macchina da pesca simile a un ragno colossale”, (consultate la nostra guida ai risto-trabocchi con tutti i trabocchi che propongono un servizio di cucina “a bordo”) oppure gustate i piatti della tradizione marinara in una delle tante osterie di mare disseminate lungo la costa, come: Al Vecchio Teatro, San Domenico, SottoSale, l’Angolino da Filippo, Trattoria Adriaticala ScialuppaEssenza Cucina di MareLa Balena, Punta Vallevò.
Gessopalena
A spasso nel borgo, tra Ortona, Lanciano e Gessopalena
Una passeggiata nella cittadina di Ortona, per visitare il Castello Aragonese, fortezza del ‘500 che si affaccia sul mare, e poi da qui percorrere la panoramica passeggiata orientale e addentrarsi tra le caratteristiche vie del centro storico.
Lasciando la costa, è immancabile una tappa a Lanciano, “città dei miracoli”, in quanto custode del Miracolo Eucaristico  più antico al mondo. Passeggiate nei quartieri antichi del centro e fate un giro anche nel percorso archeologico sotterraneo, in Piazza Plebiscito con la Cattedrale della Madonna del Ponte, poi visitate i resti della cinta muraria, le Torri Montanare, la Cattedrale di Santa Maria Maggiore e la sacra reliquia del Miracolo Eucaristico custodita nella chiesa di San Francesco.
Da Lanciano, spingendosi verso il versante orientale della Maiella, raggiungete il caratteristico borgo di Gessopalena, arroccato su uno sperone gessoso che domina la valle dell’Aventino.
Il paese è contraddistinto da case addossate le une sulle altre lungo il profilo della roccia, scavata e modellata.

Iuvanum
Archeologia che passione
Un tuffo nel passato con una visita all’antica e suggestiva Iuvanum (Montenerodomo), a 987 metri di altitudine, in località Madonna del Palazzo.  Gran parte dei resti archeologici è di età romana: strade lastricate, la grande piazza centrale (il foro), e le terme. Dell’insediamento originario, dei Sanniti-Carricini, rimane il santuario del IV secolo A.C., con due templi affiancati e il piccolo teatro con scena e gradini in pietra. A ridosso del sito, il Museo Archeologico.
Altra tappa è quella al Parco Archeologico Naturalistico del Monte Pallano (Tornareccio), importante sito archeologico di epoca italico-sabellica risalente ai secoli IV-V a.C.. Tra i diversi reperti presenti nella zona, le famose mura megalitiche costruite in età pre-romana dai Carricini, e gli interessanti resti dell’antica città romana di Pallanum. La vegetazione circostante si presenta florida ed è possibile passeggiare lungo i diversi sentieri naturalistici o allestire un picnic nella vicina area attrezzata.

John Fante Festival
Tra gusto e cultura, gli eventi dell’estate
Tanti gli appuntamenti estivi, vi segnaliamo:
Corti Antiche, 6 agosto – Atessa
Evento enogastronomico che, nel centro storico di Atessa, accoglie i visitatori tra le suggestive piazzette  e i cortili dei palazzi antichi.
John Fante Festival “Il dio di mio padre” 19, 20 e 21 agosto – Torricella Peligna
Il borgo di Torricella Peligna diventa per tre giorni capitale della cultura e della letteratura con un Festival che ogni anno è teatro esclusivo di presentazioni, conferenze, letture e concerti con ospiti internazionali. Il “Il dio di mio padre” è nato per essere, e resta, un omaggio a John Fante, scrittore italo-americano la cui famiglia era originaria di Torricella Peligna.
Mongolfiere nella Maiella Orientale, 25, 26, 27 e 28 agosto – Gessopalena
Un vivace parterre di eventi che spaziano dalla possibilità del volo libero e vincolato con le mongolfiere al festival degli aquiloni, dal paramotore alla festa di piazza. I visitatori potranno inoltre degustare i piatti tipici nei percorsi enogastronomici, partecipare alla notte bianca e passeggiare tra gli stand dei mercatini rallegrati dagli spettacoli degli artisti di strada.
Festival del peperone dolce di Altino, 26 e 27 agosto – Altino
Due giornate per celebrare il peperone dolce di Altino, prodotto che vanta una storia secolare, tipico dei comuni di Altino, Roccascalegna, Bomba, Casoli, Archi e Atessa. Di colore rosso intenso, si contraddistingue per i frutti rivolti verso l’alto, da qui il nome dialettale ”a cocce capammonte’”. La manifestazione coinvolgerà anche quest’anno ogni angolo del paese, e vedrà le sette contrade sfidarsi a suon di ricette.

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Per maggiori informazioni, visita www.sangroaventinoturismo.it/sangroaventino-card

[Crediti | Immagini: Carmelita Cianci (copertina, trekking, trabocco del Turchino), Filippo Scioletti (cena sul trabocco),Matteo D’Alessandro (Castello di Roccascalegna),Nicola De Amicis (Grotta del Cavallone), Andrea Evangelista (Orso), Archivio Gal Maiella Verde (Iuvanum), John Fante Festival, Archivio Sangro Aventino Turismo (bocconotti)]

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