Percorsi in Mountain bike tra mare, arte, cultura e natura

NATURA D'AVVENTURA

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In sella alla mountain bike per scoprire i mille scorci delle Terre dei Trabocchi: dalla bellezza del mare alla natura incontaminata, dalla costa alla collina, passando per i borghi e scoprendo i loro tesori di arte e cultura. Vi proponiamo sei diversi percorsi in mountain bike, tutti di livello medio, su e giù per la parte orientale delle Terre dei Trabocchi. Per i dettagli tecnici e le mappe potete far riferimento al sito www.leterredeitrabocchi.it/outdoor.

 

1) Dall’entroterra alla costa: tra Lanciano e San Vito, un viaggio nella Frentania

Muovendoci dall’entroterra, la tappa di partenza è Lanciano, uno dei più grandi comuni delle Terre dei Trabocchi. Da qui ci si muove verso la costa, zona nord, per arrivare a San Vito Chietino.

Questo percorso – 24 chilometri per un tempo di percorrenza di 2 ore e mezza – è un piacevole viaggio alla scoperta del duplice volto del territorio frentano, capace di affascinare il visitatore sia per il paesaggio rurale e campestre delle zone più interne, sia per lo scenario marino della costa. L’itinerario si sviluppa in gran parte su sentieri sterrati tra boschi, uliveti e vigneti. Dal Comune di Lanciano si tocca il territorio di Treglio, attraversando il boschetto nel Fosso dello Spirito Santo, e San Vito Chietino per tornare infine a Lanciano, seguendo il corso del fiume Feltrino. Ma ci sarà anche spazio per ammirare angoli di cultura: la contrada di Santa Giusta, che si incontra a conclusione del percorso, ospita l’omonima chiesa, d’impianto architettonico duecentesco, che assunse la fisionomia attuale nel 1860.

2) Lanciano – Abbazia di San Giovanni in Venere (Fossacesia)

Sempre con partenza da Lanciano, ma dirigendosi verso la costa meridionale, si raggiunge la splendida Abbazia di San Giovanni in Venere.

Questo itinerario – 18 chilometri, circa due ore e mezza di escursione – è un percorso che permette di attraversare bellissimi tratti di natura, di guardare il mare da vicino, ma anche di ammirare una delle più belle opere architettoniche del territorio, l’Abbazia che si trova su un promontorio di Fossacesia. Vale la pena scendere dalla bici e fare una sosta anche per affacciarsi sul Belvedere, da dove si può ammirare tutta la costa dei Trabocchi: la zona più frastagliata e aspra verso nord, le distese di spiaggia e sabbia a sud. Per il resto, il paesaggio è quello tipico delle zone collinari alternate a valli, che offrono splendidi scorci sul mare, in cui l’abitato suburbano a tratti lascia spazio agli isolati casolari immersi in uliveti, vigneti e verdi boschi.

 

3) Dall’Abbazia di San Giovanni in Venere alla Foce del Fiume Sangro

La splendida Abbazia di San Giovanni in Venere non è soltanto tappa di arrivo, ma anche punto di partenza di un altro itinerario.

Questo percorso, che parte dal belvedere antistante l’Abbazia di San Giovanni in Venere, attraversa un lungo tratto della Costa dei Trabocchi, tra la vegetazione e l’ampia vista sul litorale. Il percorso si dirama per gran parte sull’ex-tracciato ferroviario dismesso a seguito dell’arretramento della ferrovia Adriatica. Punto di arrivo sono le sponde della Foce del Fiume Sangro, nei pressi della lecceta di Torino di Sangro. Questa foresta sempreverde, tipica della macchia mediterranea, è nota anche come Bosco di Terracoste, area naturale protetta istituita nel 2001, di grande interesse floro-faunistico. La riserva si estende per 175 ettari, interamente visitabili per gli escursionisti più appassionati. L’itinerario è lungo 8,4 chilometri e l’escursione dura circa un’ora e mezza.

 

4) Dalla Foce del Fiume Sangro al Promontorio di Punta Aderci

Altri 15 chilometri alla scoperta delle Terre dei Trabocchi, della natura incontaminata e del mare che si infrange a riva.

Si riparte dalla foce del fiume Sangro e si attraversano i due maggiori ecosistemi naturali della costa teatina: le Riserve regionali Lecceta di Torino di Sangro e Punta Aderci. Anche in questo caso si attraversa un tratto del tracciato ferroviario dismesso. Si può così godere, nel tratto di costa che corre fino a Vasto, di una passeggiata panoramica tra le più suggestive del litorale abruzzese, attraversando il lungomare di Casalbordino fino a raggiungere la foce del fiume Sinello, uno dei tratti di costa più solitari e di difficile accesso dell’Adriatico centrale e che segna l’inizio della Riserva di Punta Aderci.

 

5) Un anello tra le Dune di Vasto

Ben 23 chilometri – tre ore circa – alla scoperta del territorio Vastese, e in particolare delle sue suggestive Dune.

L’itinerario ha inizio da uno dei punti panoramici maggiormente ammalianti della città di Vasto: la bellissima balconata sul golfo di Piazza del Popolo, nel centro storico. Da qui si può fare un breve tour attraverso le caratteristiche vie del centro alla scoperta dei monumenti e delle storiche architetture, sia nella parte medioevale che nella parte romana della città. Poi si riprende la ripida discesa che costeggia le antiche mura della città e si raggiunge la Marina di Vasto, fino all’imbocco della nuova pista ciclabile che unisce Vasto a San Salvo. Dopo circa 4 chilometri si raggiunge il torrente Buonanotte che, oltre a segnare il confine tra Vasto e San Salvo, è parte integrante del Giardino Botanico Mediterraneo, uno degli ultimi lembi relitti dell’antico sistema dunale del medio Adriatico, in cui si conservano rare specie botaniche, altrove estinte.

 

6) La Valle del Trigno, tra mare e collina

Ultimo giro che vi consiglio per una giornata in mountain bike è l’itinerario attraverso la Valle del Trigno.

Il percorso, per estensione, peculiarità naturalistiche, storico-artistiche ed archeologiche, può essere considerato uno dei più affascinanti tracciati per mountain bike d’Abruzzo. I suoi 41,5 Km di lunghezza consentono il collegamento di importanti realtà turistiche come la Marina di Vasto, la Marina di San Salvo ed il Santuario della Madonna di Canneto. Il tracciato, circa quattro ore e mezza di escursione, in gran parte si estende su sentiero sterrato ed attraversa due importanti siti Sic (Sito di interesse comunitario) quali “Marina di Vasto” con le sue importantissime dune costiere, e “Fiume Trigno medio e basso corso” che protegge rare specie di uccelli, anfibi e rettili, custodite da questo delicatissimo habitat. Perla del tracciato e meta di migliaia di turisti, è il Santuario della Madonna di Canneto, dove è presente un importante sito archeologico in cui sono visibili i resti di una villa rustica di età romana, e dove sorge un antico Convento medievale, risalente ai secoli XI e XII. Entrando progressivamente dalla costa verso l’interno, il contesto rurale, i boschi e le tipiche colture agricole, conferiscono all’itinerario il senso di un viaggio a ritroso nel tempo, un viaggio tra mare e collina.

 

 

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