L’estate in Abruzzo, il Sangro Aventino in 10 tappe

A SAPERLO!

Carmelita CianciWritten by:

Views: 6571

L'estate in Abruzzo

Se quest’anno avete deciso di trascorrere l’estate in Abruzzo, questa è la guida che fa per voi: 10 tappe per scoprire il Sangro Aventino, territorio “incastrato” tra mare e montagna, dominato da rigogliosi ulivi secolari, immense distese di vigna, sinuose colline che digradano dolcemente verso il mare, baie e piccole insenature vestite con i colori della ginestra.

San Martino in Valle

1. Le Gole di San Martino e i ruderi del monastero di San Martino in Valle, Fara San Martino
Siamo sul versante della Maiella orientale, nelle immediate vicinanze del borgo di Fara San Martino. All’imbocco del Vallone Santo Spirito è possibile ammirare i ruderi dell’antico monastero benedettino ritornato alla luce nel 2009 dopo un accurato intervento di scavo archeologico. Secondo alcune ipotesi, la chiesa potrebbe essere stata fondata dallo stesso San Benedetto. Il monastero si raggiunge attraversando le Gole, un varco roccioso tra due montagne largo poco meno di due metri. La leggenda narra che lo stesso San Martino aprì la roccia con la sola forza dei gomiti per favorire l’accesso alla montagna e costruirvi la chiesa.

Trekking nelle Terre dei Trabocchi

Cosa fare
Trekking
Potrete passeggiare nel Vallone e, seguendo il sentiero H1, i più intrepidi ed allenati potranno persino raggiungere l’impegnativo Monte Amaro in circa 10 ore di cammino. Per info tel. 3392615405.
Picnic alle vicine sorgenti del Fiume Verde (località San Pietro)
Nell’area sono presenti due spazi attrezzati per il picnic: uno nelle immediate vicinanze delle sorgenti (a pagamento con la possibilità di riservare un tavolo) e uno nei pressi della cascate (gratuito). Per info 3281916852.
Rafting
A pochi chilometri da Fara San Martino, in contrada Forconi (Civitella Messer Raimondo) sfidate le rapide del fiume Aventino con un’escursione in gommone o in kayak.

A spasso nel borgo
Tra i borghi autentici d’Italia, Fara San Martino gode di fama internazionale in quanto considerata, insieme a Gragnano, “capitale” della pasta. Fate una passeggiata nel borgo antico Terravecchia e una visita al Museo Naturalistico. Per info tel. 3392615405.

Ortona
2. Ortona, borgo di mare
Le caratteristiche vie del centro storico, la panoramica passeggiata orientale e il maestoso Castello Aragonese, fortezza del ‘500 affacciata sul mare. Ortona, oltre che al mare e a splendide spiagge, lega il suo nome all’Apostolo Tommaso e al suo “cammino”, a Francesco Paolo Tosti, compositore ottocentesco, alla Seconda guerra mondiale, quando attraversò uno dei periodi più tristi della sua storia, alla bellezza paesaggistica della sua campagna dominata dalla vigna.

Luciano Vincenzo Bolletta
Cosa fare
Una giornata al mare
Il litorale di Ortona si estende per circa 20 km, è caratterizzato da un susseguirsi di spiagge ampie e sabbiose (Foro, Lido Riccio, Lido dei Saraceni) che si alternano a calette nascoste, baie, scogliere e promontori a picco sul mare circoscritti da una ricca vegetazione mediterranea (Ripari di Giobbe, Punta dell’Aquabella, Punta Ferruccio).
La piccola pesca locale
Nelle immediate vicinanze del porto c’è la possibilità di imbattersi nelle bancarelle dei pescatori e acquistare il pescato del giorno, un assaggio autentico di Adriatico.
Tra (cucina di) mare e nevole
Gustate la cucina marinara in una delle tante trattorie e per chiudere in dolcezza non fatevi mancare le nevole, una cialda farcita e arrotolata a forma di cono.
Visita al Cimitero Canadese
In località San Donato, dove riposano i soldati del Commonwealth britannico, in massima parte canadesi, caduti nella Seconda guerra mondiale.
L’Istituto Nazionale Tostiano e l’Enoteca Regionale
Raggiungete lo storico Palazzo Corvo, nel quartiere di Terravecchia, per visitare il museo dedicato al famoso compositore e l’Enoteca Regionale ospitata nelle sue cantine.
Andar per cantine
Calici di vino e racconti del territorio accompagneranno la vostra passeggiata tra vecchie pergole abruzzesi, grandi cantine sociali, piccole realtà a gestione familiare e una “fontana” del vino.
Pescatori per un giorno
Fate un’escursione in barca con i pescatori del posto lungo la costa dei trabocchi per pescare e gustare il pescato del giorno. Per info Flying Fish tel. 085 9063004.

Madonna dell'Altare
3. La Madonna dell’Altare, Palena

Incastrato sulle pendici del Monte Porrara, siamo a Palena, a circa 1300 metri d’altezza, spicca l’Eremo della Madonna dell’Altare, testimone per secoli della vita ascetica di Papa Celestino V. L’Eremo sorge su una rupe che lo rende quasi inaccessibile e domina le distese boschive sottostanti.

orso bruno
Cosa fare

Trekking
Il sentiero dei pellegrini che conduce all’eremo parte da Capo di Fiume (867 m.) e attraversa la fitta vegetazione che dal bosco misto alla faggeta ricopre l’intero percorso sfiorando rupi e avvallamenti di rara bellezza. Per info tel. 3291570446.
Picnic
A meno di un chilometro dall’eremo c’è un’area attrezzata per il picnic, con tavoli, panche e bracieri per il barbecue. Per info 3291570446.
L’Area Faunistica dell’Orso e Il Museo dell’Orso Marsicano di Palena
Imperdibile, soprattutto per i più piccoli, un saluto a Caterina, Iris e Margherita, esemplari di orso bruno che vivono nell’Area Faunistica in località Colle Veduta. Merita una visita anche il Museo dell’Orso Marsicano, ospitato all’interno del vecchio convento si Sant’Antonio. Per info: Luigia Di Sciullo Tel. 3398629165.
Trekking fluviale e torrentismo
Una passeggiata nelle acque del fiume Aventino, nel cuore del Parco Nazionale della Majella, alternando escursionismo, nuoto e tuffi, affiancati dal team di guide esperte. Per info: tel. 3291570466 – 3475911535.

Lama dei Peligni
4. Il borgo di Lama dei Peligni
Il paese, siamo sul versante orientale della Maiella, si distingue oltre che per la rinomata sfogliatella, anche per la presenza dell’eremo di Grotta Sant’Angelo, dimora del Beato Roberto da Salle (discepolo di Celestino V), del Palazzo dei Baroni Tabassi, quello Ducale, la Chiesa di San Nicola e Clemente, la Chiesa di Santa Maria della Misericordia e il Convento di Sant’Antonio da Padova in località Convento dove è anche possibile avvistare il camoscio appenninico, protagonista di quest’angolo di Parco Nazionale e del centro visita Maurizio Locati.

Sfogliatella
Cosa fare
– La sfogliatella
Assaggiate questa sfoglia friabile farcita di confettura d’uva e di amarena, mosto cotto e noci.
– Centro visita Maurizio Locati e area faunistica del camoscio appenninico
Una visita per conoscere meglio il camoscio appenninico, ma anche la storia della Maiella orientale dal Medioevo alla Preistoria nella sezione archeologica dedicata e passeggiare nel Giardino botanico, dove sono riprodotti gli ambienti vegetazionali della Maiella. Per info tel. 0872.916010.
– La Grotta del Cavallone
Poco distante dal borgo di Lama potrete visitare la grotta naturale più alta d’Europa aperta al pubblico e raggiungendo il vicino paese di Taranta Peligna, “Cavallone Easy”, il Museo Virtuale delle Grotte del Cavallone collocato nelle cantine dell’antico Palazzo Malvezzi. Per info tel. 0872 910203.

Ponte Diocleziano - Lanciano
5. Lanciano, la città dei miracoli

Conosciuta in tutto il mondo per il Miracolo Eucaristico, Lanciano è intrisa in ogni suo angolo di arte, storia, cultura, memorie mercantili e mistero. Tra i luoghi d’interesse Piazza Plebiscito con il suo maestoso Duomo, il passaggio sotterraneo del Ponte Diocleziano, la Basilica di San Francesco che custodisce le reliquie del Miracolo Eucaristico, i resti della cinta muraria della città medievale, le Torri Montanare che guardano la valle che si apre verso la Maiella, la Cattedrale di Santa Maria Maggiore con lo splendido portale trecentesco.

bocconotti
Cosa fare
Alla scoperta della città antica
A spasso nei quartieri antichi della città e nel percorso archeologico sotterraneo (per info tel. 0872717810).
Il gusto di un territorio
Gli assaggi imprescindibili sono il bocconotto di Castel Frentano, la pizza al taglio lancianese, farcita con peperoni e acciughe, e la cucina rurale frentana: la pizza scima, pizz e foje, le pallotte cace e ove, il cif e ciaf, le sagne a pezze.
Il Polo Museale Santo Spirito e Museo Diocesano
Visitate il Polo Museale Santo Spirito,  uno degli edifici più antichi della città (risale al 1293), un tempo monastero e oggi Museo Archeologico e il Museo Diocesano, uno dei musei di arte sacra più importanti di tutta la regione.
– L’Estate Musicale Frentana
Assistete ad uno dei tanti concerti dell’Estate Musicale Frentana. Per info www.estatemusicalefrentana.it.

Altino
6. Altino
Arroccato su un colle, il borgo di Altino sorge vicino la confluenza dei fiumi Sangro e Aventino. Percorrendo le caratteristiche vie del centro storico si può ammirare tutto lo splendore del borgo antico ornato da notevoli e imponenti portali, chiara espressione delle origini medievali del paese, testimoniate soprattutto dal nucleo originario che conserva la tipica conformazione di borgo fortificato, esteso su una terrazza accessibile attraverso una salita ripida che costeggia la Chiesa di Santa Maria del Popolo. Altino lega il suo nome al peperone rosso dolce (si contraddistingue per i frutti rivolti verso l’alto, da qui il nome dialettale “a cocce capammonte”), prodotto che vanta una storia secolare, tipico anche dei vicini paesi di Roccascalegna, Perano, Casoli, Archi, Sant’Eusanio del Sangro e Atessa.

Lago Serranella - tony-mezzosub
Cosa fare

– Il Museo del Peperone
Posizionato nel seminterrato dell’antico Palazzo Rossetti, il Museo è diviso in quattro sale dedicate agli aspetti storici, ambientalistici, urbanistici e agrari del peperone dolce.
– Il Festival del Peperone Dolce (fine agosto)
Il peperone viene celebrato ogni anno, a fine agosto, con una manifestazione che coinvolge ogni angolo del paese, e vede scontrarsi, a suon di ricette, le sette contrade presenti.
– La Riserva Naturale Regionale Lago di Serranella
Poco distante dal borgo di Altino, visitate la questa Riserva Naturale che si estende su 300 ettari intorno al Lago (di origine artificiale) di Serranella.

Rocca San Giovanni
7. Tra San Vito Chietino e Fossacesia

Siamo nel centro nevralgico della costa dei trabocchi, uno spaccato paesaggistico dominato da queste passerelle di assi flessibili un tempo usate dagli agricoltori del posto per la piccola pesca e oggi riconvertite a ristoranti sospesi sul mare. Questo tratto di Adriatico, scandito da spiagge incontaminate e acqua cristallina, aranceti a strapiombo sul mare e ulivi secolari, ispirò l’opera di Gabriele D’Annunzio.

Punta Cavalluccio
Cosa fare
– I luoghi di D’Annunzio
Visitate i luoghi “vissuti” dal vate: il promontorio Dannunziano, belvedere dal panorama esclusivo, e alle spalle l’eremo, la dimora nella quale D’Annunzio trascorse un periodo della sua vita insieme a Barbara Leoni. E poi il Trabocco del Turchino.
– Il mare
Paesaggi lambiti da un’acqua limpida e cristallina, un susseguirsi di spiagge ciottolose, sabbiose, calette nascoste, baie, scogliere e promontori a picco sul mare. Tra le spiagge spiccano: Rocco Mancini, Calata Turchino, Valle Grotte, La Foce, Cavalluccio, Fuggittella.
L’Abbazia di San Giovanni in Venere
Visitate questa antica Abbazia realizzata dai monaci benedettini tra il VI e VII secolo sui resti di un antico tempio pagano dedicato a Venere. Suggestivo il chiostro.
– A cena sui trabocchi
Concedetevi una cena sul trabocco, quella “strana macchina da pesca simile a un ragno colossale”, (consultate la nostra guida ai risto-trabocchi ) oppure gustate i piatti della tradizione marinara in una delle tante osterie di mare disseminate lungo la costa.
– La cucina marinara e i celli pieni
Piatti semplici assemblati con il pescato del giorno e gli ortaggi locali; tra questi spicca senza dubbio il brodetto alla sanvitese, sintesi perfetta dell’incontro tra terra e mare. Tra i dolci, imperdibili i celli pieni: tarallucci di sfoglia croccante farciti di confettura d’uva.
– Incetta di olio extravergine d’oliva e marmellata di cetrangolo
Il territorio offre produzioni eccellenti di oli evo (blend, monovarietali e la DOP Colline Teatine) e confetture di agrumi, come la fresca e profumata marmellata di cetrangolo.
– Il vecchio tracciato ferroviario, a piedi
Dalla vecchia stazione ferroviaria di San Vito Marina, il tracciato dell’ex ferrovia dismessa prosegue ininterrotto per 7 km fino a Fossacesia mettendo in bella mostra questo incredibile tratto di mare dominato dalle sagome dei trabocchi.
– Sup e kayak
La costa dei trabocchi da scoprire in sup o kayak. Per info e prenotazioni Solea, tel. 329-6590866.

Gessopalena
8. Gessopalena, il borgo di gesso
Arroccato su uno sperone gessoso che domina la valle dell’Aventino, Gessopalena si contraddistingue per le case addossate le une sulle altre lungo il profilo della roccia. L’antico borgo, di cui restano ancora consistenti resti e che si può raggiungere a piedi dal paese nuovo, è un vero e proprio insediamento scavato e modellato nella roccia di gesso.

Mongolfiere della Maiella Orientale
Cosa fare
– Mongolfiere nella Majella Orientale (dal 24 al 27 agosto)
Appuntamento con le mongolfiere nei cieli della Majella orientale con un parterre di eventi che spaziano dalla possibilità del volo libero e vincolato con le mongolfiere al festival degli aquiloni, dal paramotore alla festa di piazza. E ancora: spettacoli musicali, percorsi enogastronomici e mercatini artigianali.
– Un assaggio di fiadone dolce
A Gessopalena ne esiste una variante dolce ottenuta con il “macciocco”, un formaggio di mucca fresco senza sale. Lo si può consumare a fine pasto, ed è reperibile tutto l’anno, non solo durante il periodo di Pasqua.

Cascate del Rio Verde
9. Cascate del Rio Verde, Borrello
Siamo al cospetto delle cascate naturali più alte d’Italia, formate da un triplice salto che complessivamente misura 200 mt., al confine tra il Molise e l’Abruzzo. Attraverso il percorso “Cascate del Verde” si raggiunge una veduta panoramica da dove è possibile ammirare le cascate.

Tartufo nero Scorzone
Cosa fare
– Picnic
Seguendo il percorso “Il vecchio mulino” si accede all’area picnic, attrezzata con tavoli, panche e postazioni barbecue. Per info 3401172367.
– L’Abetina di Rosello
Raggiungete la vicina Riserva Naturale Abetina di Rosello e seguite il percorso natura che da Fonte Volpona si inoltra nella riserva: è possibile scorgere, tra imponenti abeti secolari, le colorate fioriture del sottobosco.

Il tartufo
Il paese di Borrello è noto anche per il tartufo bianco pregiato che contraddistingue buona parte del territorio circostante. Durante il periodo estivo potrete fare incetta dello Scorzone, il tartufo nero estivo.

Torricella Peligna
10. Torricella Peligna e dintorni
Ad appena 901 mt. s.l.m., il paese di Torricella Peligna sorge tra le valli del Sangro e dell’Aventino, di fronte alla Maiella, storicamente la montagna degli eremiti, dei pastori e dei briganti.
La storia di Torricella è testimoniata da innumerevoli reperti archeologici di epoca italica, romana alto-medievale rinvenuti anche ridosso della vicina Juvanum, e un corpo mummificato risalente al diciassettesimo secolo conservato nel Museo Antropologico del paese. Il centro storico offre una piacevole passeggiata lungo il corso principale, su cui si affacciano i palazzi Ottocenteschi, fino alla Chiesa di San Giacomo.
Il paese lega il suo nome a quello dello scrittore americano John Fante la cui famiglia paterna era originaria di Torricella Peligna.

Iuvanum
Cosa fare
Il John Fante Festival “Il dio di mio padre” (dal 25 al 27 agosto)
Il borgo diventa per tre giorni capitale della cultura e della letteratura con il Festival dedicato a John Fante: teatro esclusivo di presentazioni, conferenze, letture e concerti con ospiti internazionali.
Il sito archeologico di Juvanum
A qualche chilometro da Torricella, in località Madonna del Palazzo (Montenerodomo), visitate il sito di Juvanum.  Gran parte dei resti è di età romana: strade lastricate, la grande piazza centrale (il foro) e le terme. Dell’insediamento originario dei Sanniti-Carricini rimane il santuario del IV secolo A.C., con due templi affiancati e il piccolo teatro.

Il castello di Roccascalegna
Poco distante da Torricella, tappa d’obbligo è quella al castello di Roccascalegna. Costruito intorno all’XI–XII secolo, è il risultato della riconversione di un’antica torre longobarda. Intorno al castello aleggia da sempre la leggenda dello ”Jus Primae Noctis”, tradizione medievale ripristinata nel 1646 dal Barone Corvo De Corvis. Per info tel. 335 876 7589.

 

 

 

[Crediti | Immagini di David Di Marco, Carmelita Cianci, Denio Di Nardo, Luciano Vincenzo Bolletta, Andrea Evangelista, Lorenzo H (Flickr), Antonino Antrilli, Giovanni Di Prinzio]

Iscriviti alla newsletter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *