A cena sul trabocco: ristorazione… a zero miglia

APPUNTI DI GUSTOVOGLIA D(A)MARE

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Il trabocco Pesce Palombo a Rocca San Giovanni

Mentre su e giù per l’Italia impazzano i ristoranti a chilometro zero, nella Costa dei trabocchi da qualche anno è ormai nato un altro tipo di ristorazione: quella a… zero miglia.

Si tratta della ristorazione sui trabocchi, quelle ‘antiche macchine da pesca’ decantate da Gabriele D’Annunzio nel Trionfo della morte.

La macchina pareva vivere d’una vita propria, avere un’aria e un’effigie di corpo animato”, scriveva il Vate, che proprio sulla costa che ha preso il nome dai trabocchi, trascorse alcuni degli anni di maggior passione e tormento.

E i trabocchi, con il tempo, hanno mostrato tutta la loro ‘vivacità’, tanto da diventare non soltanto un proficuo business per chi li possiede, ma anche una straordinaria occasione di rilancio promozionale e una nuova frontiera per il turismo abruzzese.

Sono tantissimi i turisti, provenienti da tutta Italia e da tutto il mondo, che scelgono una vacanza sulla Costa dei Trabocchi proprio per cenare su queste suggestive palafitte sul mare, dove il pescato locale – e in parte i pesci catturati direttamente dalle reti del trabocco – offrono una succulenta cena genuina e gustosa.

Un’idea, quella della cena sui trabocchi, nata quasi per caso.

Bruno Verì

 “Per quasi tre generazioni i trabocchi hanno rappresentato il mezzo di sostentamento dei miei antenati – racconta Bruno Verì, traboccante storico e artefice di questa trovata che sta rivoluzionando il turismo locale – Mio nonno, e prima di lui il mio bisnonno, con il pescato locale riuscivano a sfamare tutta la famiglia”. E’ proprio questa, infatti, la funzione originaria dei trabocchi. Palafitte di legno dove sono ‘montate’ reti che vengono calate in acqua, per poi essere sollevate con il pesce intrappolato tra le maglie di corda.

D’altra parte, lo stesso Gabriele D’Annunzio nel “Trionfo della Morte” parla del trabocco (o trabucco, com’era chiamato un tempo) come di “una strana macchina da pesca, tutta composta di tavole e di travi, simile a un ragno colossale”.  Quella del trabocco, però, è una tradizione contadina, più che marinara; gli agricoltori che vivevano nei pressi della costa, spaventati dal mare e incapaci di nuotare, hanno inventato questi marchingegni proprio per riuscire a pescare senza dover affrontare l’acqua.

“Da qualche anno a questa parte – riprende Verì – le condizioni del mare hanno reso estremamente povero il pescato locale, quindi la funzione dei trabocchi si stava esaurendo. Proprio per non abbandonarli a loro stessi, e per soddisfare la richiesta di qualche amico eccentrico, dieci anni fa ho iniziato a usarli per organizzare cene tra amici”.

Il ristorante sul trabocco

Ma non è solo Bruno Verì e il suo trabocco Pesce Palombo a offrire questa suggestiva occasione, che ora si può vivere in molte strutture tra Ortona e San Salvo e ha dato vita, dal 2004, a una manifestazione che in breve tempo ha portato in Abruzzo turisti da tutto il mondo. La manifestazione in questione è “Cala Lenta”, il cui nome richiama proprio il movimento dei traboccanti che calano lentamente le reti per pescare.

Il tratto della Costa dei Trabocchi tra Fossacesia e San Vito

Un’idea che con il tempo è stata ottimizzata e disciplinata, con un’apposita legge regionale e una serie di reglamenti per il rispetto delle norme igienico-sanitarie, della ristorazione, del commercio e dell’agibilità delle strutture.

Sui trabocchi si cena di gusto e in sicurezza, dunque. Ma, soprattutto, si trascorre una serata (o anche un’intera giornata) in un’ambientazione mozzafiato, sospesi sul mare e circondati dall’affascinante e inconsueto scenario della Costa dei trabocchi. Tra terra e mare, sotto un cielo di stelle.

Sarà per questo che l’ultima tendenza, lanciata nel 2012, è quella di scegliere i trabocchi per il giorno più bello… quello del sì.

Il trabocco allestito per un matrimonio

 

[Crediti: fotografie Daniela Di Cecco – Pesce Palombo]

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6 Responses to " A cena sul trabocco: ristorazione… a zero miglia "

  1. riciclone scrive:

    Che meraviglia !!!

  2. Francesca scrive:

    Un’esperienza ancor più suggestiva è quella di cenare sul trabocco accompagnati dalle note di un pianoforte e di un violino. Quest’ estate infatti si sono dati appuntamento sul trabocco pesce Palombo il pianista Michele di Toro e il violinista Alessandro Quarta per l’evento “traboccando di note” e provate ad immaginare quale atmosfera sono riusciti a creare…

  3. Immagino che spettacolo! Assolutamente da vivere

  4. Carmela Gagliardi scrive:

    Incantevole!!

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